Sono sostanze alimentari “comunque nocive” quelle che possono arrecare concreto pericolo alla salute dei consumatori

Per sostanze alimentari "comunque nocive" ai sensi dell'art. 5, lett. d), l. n. 283 del 1962, devono intendersi quelle che possono arrecare concreto pericolo alla salute dei consumatori. Tale pericolosità, quindi, non è data dalla ipotetica ed astratta possibilità di nocumento della sostanza alimentare, ma dalla attitudine concreta di essa a provocare danno alla salute pubblica (Fattispecie relativa a pesce contenente mercurio. Nell'enunciare il principio di cui in massima la S.C. ha puntualizzato che il mero superamento del parametro previsto dalla legge e dal d.m. 9 dicembre 1993 non rappresenta di per sè sicuro indice di nocività del pesce in cui è stata riscontrata la presenza di mercurio, giacchè tale nocività può essere desunta dal giudice anche da altri elementi, purchè il relativo apprezzamento sia sul punto adeguatamente e logicamente motivato (nella specie peraltro il reato è stato ritenuto sussistente sulla base della riscontrata presenza di una percentuale di mercurio quasi doppia rispetto a quella consentita). (Fonte: Ced Cassazione, 2000)

Riferimenti: Cassazione penale, sezione III, sentenza n. 4743 del 18 aprile 2000

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