Camorra: 240 reati al giorno nel settore agroalimentare

Fonte: Cia
Data: 15 maggio 2014

La Cia in merito all’arresto dell’imprenditore caseario Giuseppe Mandara: la malavita organizzata cerca di incrementare i propri affari illeciti esercitando il controllo in tutta la filiera agroalimentare, dai campi al supermercato. E’ necessario lavorare tutti insieme, con le istituzioni e il mondo produttivo, per tutelare i consumatori e i produttori onesti.

La piovra della criminalità organizzata allunga sempre di più i tentacoli su agricoltura e agroalimentare. Solo nel settore primario le infiltrazioni delle mafie producono più di 240 reati al giorno e, dal campo alla tavola, generano un giro d’affari di oltre 12 miliardi. Lo afferma la Cia – Confederazione italiana agricoltori, in merito all’arresto dell’imprenditore Giuseppe Mandara, noto come il “re della mozzarella”.

Inchieste come questa, coordinata dalla Dia partenopea, contribuiscono a svelare la spregiudicatezza criminale di chi si è messo al servizio dell’illegalità ai danni dei consumatori e dei produttori onesti. Ora però – osserva la Cia –  bisogna scongiurare il rischio di generalizzazioni che possono avere effetti negativi su un prodotto d’eccellenza come la mozzarella di bufala campana Dop, che già ha pagato in termini economici e d’immagine a causa delle vicende legate alla Terra dei Fuochi e agli ultimi casi di frode.

Purtroppo oggi, attraverso il controllo nelle campagne, la criminalità organizzata cerca di incrementare i propri affari illeciti conquistando proprio quei comparti “anticrisi” che si stanno dimostrando sempre più determinanti per l’economia, com’è appunto l’agroalimentare – spiega la Cia -. Un “controllo” che parte dall’accaparramento dei terreni agricoli, passa per l’intermediazione dei prodotti, il trasporto e lo stoccaggio fino all’acquisto e all’investimento in bar, ristoranti e centri commerciali.

Per questo bisogna lavorare tutti insieme, istituzioni, forze dell’ordine, mondo produttivo e società civile, per sconfiggere la criminalità organizzata – conclude la Cia – che continua a generare ricchezze illecite ai danni delle imprese oneste che sopportano il peso di una crisi con grande sacrificio e dignità.

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