Marchio “Valtellina”: prodotto e territorio come unica cosa

Fonte: Regione Lombardia
Data: 23 maggio 2014

“Il consumatore deve capire che il prodotto di montagna non è solo buono, ma utile per il territorio, per la tenuta del comparto agricolo in particolare, che in montagna significa presidio e difesa del sistema nel suo complesso”. Lo ha detto oggi l’assessore regionale all’Agricoltura, intervenendo al seminario dedicato al ‘Prodotto di montagna’, indicazione facoltativa di qualità prevista da un regolamento comunitario.

L’atto, approvato dalla Commissione, è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea perché sia efficace e applicabile.

ORA DI FARE SCELTE – “Ben venga un marchio Valtellina – ha specificato l’assessore – sulla scia di esperienze simili, come quella trentina. Prodotto e territorio, del resto, sono una cosa unica: chi va in Francia, in Borgogna o nella Champagne, cerca il prodotto che identifica il territorio.

Sono poi i territori che devono scegliere. E’ arrivato il momento. Decida la Valtellina, poi, su cosa puntare”.

“Il prodotto di montagna ha un significato etico, sull’aspetto qualitativo siamo tutti d’accordo – ha aggiunto l’assessore lombardo -. Ogni area può fare scelte autonome, le risorse a disposizione per la promozione – 60 milioni di euro – ci sono e dovranno essere utilizzate, coinvolgendo i territori stessi sulle scelte più adeguate”.

AZIONI COORDINATE – “In un territorio che rappresenta il 40 per cento del totale regionale – ha detto il sottosegretario regionale ai Rapporti Istituzioni regionali, Attuazione del Programma, Politiche per la Montagna, Programmazione negoziata, Macroregione delle Alpi e Quattro motori per l’Europa, introducendo i lavori del convegno – occorre coordinare le azioni a favore della montagna, per far emergere le grandi opportunità che essa offre, a partire dal valore aggiunto che i prodotti di montagna potranno sicuramente garantire”.

– Il termine ‘prodotto di montagna’ può essere applicato ai prodotti forniti da animali, ai prodotti dell’apicoltura e a quelli di origine vegetale, secondo criteri specifici normati dal regolamento stesso. La Svizzera, ad esempio, definisce la materia in maniera ancora più specifica, introducendo anche la designazione di prodotto ‘di alpeggio’, oltre che ‘di montagna’.

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