Colistina: un documento per scuotere le coscienze

Fonte: @nmvi Oggi
Data: 21 ottobre 2016

COLISTINALa vicenda ‘colistina’ richiede un’ampia riflessione di ruolo. Un documento della FNOVI mette in luce tutte le difficoltà della lotta alle resistenze. Da tutte le fonti istituzionali e scientifiche arriva il messaggio secondo cui sull’antimicrobico-resistenza si giocano i destini dell’umanità. Il Medico Veterinario ‘non va lasciato solo’.

Parte da questa premessa un documento della Fnovi sulla colistina, una vicenda che secondo la Federazione “apre la strada a riflessioni che presto interesseranno altri farmaci”. Il documento tecnico, elaborato dal suo gruppo farmaco della Fnovi, intende apre una riflessione politica sul ruolo della professione veterinaria nella lotta alle resistenze antimicrobiche, mettendone in evidenza anche le difficoltà.

Il Medico Veterinario “non va lasciato solo” si legge nel dossier, un documento vasto che riguarda tutti i settori di esercizio, pubblico e privato, e tutti i livelli istituzionali. La colistina, che presto non sarà più nella disponibilità terapeutica dei professionisti della salute animale, è un caso-indicatore di quali complicazioni, pratiche e normative, possono ricadere su di essi.

Il documento mette a fuoco numerose problematiche e prefigura proposte di intervento e di soluzione. Fra queste, il richiamo esplicito al Veterinario Aziendale: “Urge un’accelerazione per l’approvazione del decreto sull’istituzione del Veterinario aziendale per rendere applicativi i manuali di corretta prassi igienica e biosicurezza”. La colistina, prosegue il dossier Fnovi, e la vendita di antimicrobici in Europa pongono il nostro Paese tra i peggiori nella UE e dimostrano che la veterinaria ufficiale deve ritornare ad essere quella che si occupa degli animali da reddito, con competenza e in filiera con la professione dello zooiatra, risolvendo l’eterno problema tra controllore e controllato”. Il controllo dell’antibiotico-resistenza “inevitabilmente pone le due figure di Veterinario a confronto”. In assenza di strategie che valutino la sicurezza e la qualità delle aziende, in riferimento alla tipologia del loro rapporto con la Medicina Veterinaria, gli aspetti libero professionali e pubblici dei Medici Veterinari si esprimeranno in opposizione anziché in un potenziamento dell’espressione delle competenze possibile solo in filiera”.

Il ruolo della medicina veterinaria, seppur secondario rispetto allo sviluppo del fenomeno in campo umano’, viene più volte chiamato in causa a vario titolo, sia in fase preventiva che terapeutica. “Oggi è urgente che tutti i soggetti coinvolti concorrano a dare alla professione’ medico veterinaria gli strumenti che le consentano di espletare le sue funzioni, strumenti che devono essere di filiera per poter appartenere ad un progetto a lungo termine e di largo respiro e non ad un apolitica di improvvisazione e aggiustamenti successivi”.

Coerenza normativa, politiche premianti, linee guida, protocolli del calcolo dell’utilizzo degli antimicrobici, incompatibilità professionali e sostenibilità degli allevamenti sono alcuni dei problemi/proposte in cui si articola il documento, senza trascurare l’esigenza di incoraggiare la ricerca e lo sviluppo di risorse alternative mostrando anche un maggior impegno nelle politiche globali/internazionali.
Il documento Professione veterinaria e Antimicrobico resistenza – Documento Colistina è integralmente pubblicato sul sito fnovi.it

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