Olio di qualità, “dal produttore al consumatore”: i casi innovativi

Fonte: Sicurezza Alimentare
Data: 30 dicembre 2016

OLIO EXTRAV.4 jpgDa almeno 25 anni a livello europeo intanto e internazionale poi, si sta cercando di alzare costantemente l’asticella circa gli attributi di qualità dell’olio extravergine –sia come criterio oggettivo, che come aspetti di comunicazione, anche tramite etichetta. Dal regolamento (CEE) n. 2568/91 che per primo definiva le caratteristiche fisiche e chimiche degli oli d’oliva e degli oli di sansa d’oliva, nonché i relativi metodi di valutazione – ne sono passati di anni… e di norme: con il regolamento 1019/2002, norme di commercializzazione dell’olio d’oliva – poi abrogato dal 29/2012 e dal 182/2009, si va nella direzione di migliorare il contrasto alle frodi. Nel 2008 poi viene pubblicato il regolamento 640/2008, che modifica – a seguito di nuovo consenso nel Consiglio Olivicolo Internazionale – le stesse norme, con particolare riferimento agli attributi “positivi” e promozionali (es fruttato, amaro, piccante…) che possono essere indicati in etichettatura: fino al 2009 , con il regolamento 182, che rende obbligatoria l’indicazione dell’origine in etichetta. Il resto è storia recente.

I consumatori

Se quindi la normativa è progredita molto velocemente, e oggi è assai precisa e dotata di una sua intrinseca complessità, non è detto che ..i consumatori siano sempre in grado di capirla. Attributi come la acidità, il fruttato, l’origine, l’estrazione a freddo-sebbene ricorrenti- non sono sempre noti nella valenza più precisa. E non è detto che siano in grado – come dovrebbero – di riflettere la qualità complessiva dell’olio, e quindi, orientare le scelte dei consumatori nel modo più corretto, portandoli a scegliere un giusto. I consumatori faticano a capire la stessa collocazione in cucina e nelle ricette dell’olio extravergine di oliva: nella frittura ad esempio, gli preferiscono spesso olio di semi, nonostante gli indubbi vantaggi dell’olio di oliva.

Olio, una filiera che nasce…corta

Se in tanti casi e settori alimentari la filiera corta è stata una conquista, una sorta di ritorno all’innocenza, non è questo il caso dell’olio di oliva: qui infatti i consumatori italiani hanno da sempre prediletto un rapporto immediato con gli olivicoltori, spesso al centro-sud, mantenendo la tradizione familiare di acquistare direttamente presso l’azienda agricola. Un legame simbolico, oltre alla volontà di garantirsi prodotto sicuro e di qualità. Anche quindi i consumatori che per necessità devono almeno in parte rifarsi al supermercato e alla grande distribuzione, mantengono una parte di acquisti legata al territorio. I circuiti familiari o informali di approvvigionamento dell’olio extravergine di oliva sono quindi una caratteristica peculiare italiana.

Di recente, il web sta permettendo non solo di mantenere, ma anche di aumentare tale modalità di relazione commerciale. E non è difficile scovare casi di successo. Un esempio? Oiltogether, la prima community dedicata all’Olio Extra Vergine di Oliva.

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Ma quali sono i presupposti?

“Se fino a 20 anni fa erano pochi gli intenditori di vino e, fino a pochi anni fa, lo stesso valeva per la birra, oggi tutti – o quasi – sappiamo distinguere un Lambrusco da un Sangiovese e, se proprio non possiamo considerarci degli intenditori, siamo almeno capaci di distinguere il vino buono da quello cattivo. Stesso discorso vale per la birra, basti pensare al boom delle birre artigianali e per tutto il cibo in generale, in particolare con le mode degli ultimi anni. Per l’Olio Extravergine di oliva tutto questo non è ancora successo. Nonostante l’Italia sia il paese con il maggior numero di piccoli produttori, in pochi conoscono bene l’alimento base della nostra cultura alimentare”, afferma Nicola Licata, cofondatore di Oiltogether. Che continua: “l’Olio Extra-Vergine di Oliva è un prodotto che, da troppo tempo ormai, ha il più basso rapporto Cultura/Consumo.”

La storia di OIltogether nasce allora da due amici di vecchia data, trasferiti al Nord dalla Sicilia, che condividono la passione per il migliore extravergine nazionale, in ragione della auto-produzione domestica e dell’approvvigionamento diretto.

“Diversi amici al Nord, dopo avere assaggiato il nostro olio, ci hanno chiesto di averne un po’ e, dopo la prima volta, non ne hanno più fatto a meno. Il nostro obiettivo ultimo è diffondere la cultura dell’Olio extravergine, dare all’elemento principe della nostra alimentazione, l’attenzione che merita- da qui abbiamo cominciato a lavorare ai primi gruppi di acquisto, aggregazioni di consumatori con un referente che fa da contatto diretto con i produttori. Siamo convinti che l’Olio EVO si presti, per sua natura, ad un metodo distributivo diretto. Il nostro compito è quello di trovare il prodotto migliore, al prezzo giusto, e di proporlo alla nostra rete , stimolando l’aggregazione di consumatori al fine di rendere più efficiente il flusso distributivo. L’invio di un quantitativo aggregato infatti, presso il domicilio del referente di gruppo, ci permette infatti di abbattere notevolmente i costi di spedizione e, nello stesso tempo, di agevolare il produttore riducendo al minimo il lavoro logistico.”

http://www.oilTogether.it/

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