Olio di palma: non necessarie ulteriori misure nazionali

Fonte: @nmvi Oggi
Data: 08 marzo 2017

PastryElevato livello di attenzione, ma per il Ministero della Salute quanto fatto in Europa non rende necessarie ulteriori azioni in ambito nazionale.

Sui contaminanti di processo negli alimenti (2- e 3-MCPD, dei 2- e 3-MCPD esteri e dei glicidil esteri GE) che si formano durante le lavorazioni dei grassi/oli vegetali ad elevate temperature, soprattutto in quelli di palma, si è svolta una interrogazione parlamentare in XII Commissione Affari Sociali. Al primo firmatario, On Mongiello Colomba (PD), ha risposto il Sottosegretario alla Salute, Davide Faraone.

L’interrogazione verteva principalmente sulle ricadute sulla salute nell’infanzia. La contaminazione interessa gruppi alimentari contenenti grassi/oli vegetali raffinati come ingredienti, quali patatine, dolci da forno, biscotti, alimenti per l’infanzia. Ma “l’olio di palma, anche se rappresenta una delle principali fonti di esposizione a queste sostanze indesiderate, non è certamente l’unico motivo di preoccupazione per la salute dei consumatori”- ha spiegato il Sottosegretario.

Su questi contaminanti – riconosciuti come agenti cancerogeni, con evidenze di genotossicità – il Ministero della salute “mantiene un elevato livello di attenzione”, sia in ambito nazionale che in ambito comunitario, attraverso la collaborazione con gli Istituti scientifici nazionali e la partecipazione ai gruppi di lavoro degli esperti UE sui contaminati negli alimenti.
In ultima analisi, il Ministero della Salute ritiene che “allo stato attuale, le azioni assunte a livello di Unione europea non renda necessaria l’assunzione di ulteriori azioni in ambito nazionale”.

Interventi della Commissione e dell’industria olearia – Attualmente, in sede di Commissione europea, sono all’esame diverse misure di gestione dei possibili rischi quali l’intensificazione del monitoraggio della presenza dei questi contaminanti negli alimenti, l’elaborazione e l’implementazione di linee guida di prevenzione/riduzione (Toolbox), la fissazione di tenori massimi per il 3-MCPD e i GE negli alimenti che rappresentano le principali fonti di esposizione per i consumatori.
Inoltre, la Commissione europea ha evidenziato la disponibilità dell’intero settore industriale oleario a collaborare per prevenire/ridurre la presenza di queste sostanze in tutti i grassi/oli raffinati, nonché l’impegno concreto assunto dall’industria olearia della UE di assicurare, a decorrere da settembre 2017, un livello massimo di 1,0 ppm di GE in tutti i grassi/oli vegetali raffinati per uso alimentare e, nel contempo, di continuare ad implementare tutte le misure di prevenzione e riduzione per gli MCPD esteri.

Pubblicità alimentare e aspetti nutrizionali in Italia – Faraone ha ricordato le iniziative assunte dal Ministero della Salute per affrontare i problemi connessi con gli stili di vita non corretti, collaborando con altri dicasteri, tenuto conto delle indicazioni dell’OMS e della UE contro l’obesità infantile, l’assunzione di grassi, zuccheri e sale, le politiche economiche e le disuguaglianze sociali.
Dal canto suo, il Ministero della salute ha, inoltre, adottato «Linee di indirizzo per la comunicazione commerciale relativa ai prodotti alimentari e alle bevande, a tutela dei bambini e della loro corretta alimentazione»: si tratta di misure decisive per ridurre la pressione del marketing alimentare rivolto ai bambini per quanto riguarda i cibi ad alto contenuto energetico, grassi saturi, acidi grassi trans, zuccheri o sale.
Anche l’industria – ha aggiunto Faraone – ha condiviso obiettivi di riduzione dei grassi saturi, zuccheri, sale, al fine di migliorare lo stato nutrizionale della popolazione infantile, contrastare l’aumento di sovrappeso e obesità e, più in generale, delle patologie croniche degenerative.

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