Report Efsa-Ecdc: l’antibiotico-resistenza in Europa rimane alta

Fonte: CeIRSA
Data: 09 marzo 2017

antibiotico-resistenzaL’ultimo report sulla resistenza agli antimicrobici nei batteri (AMR), curato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), afferma che in Europa alcuni batteri presenti nell’uomo, negli animali e negli alimenti continuano a presentare resistenza ad antimicrobici di largo utilizzo.

L’AMR costituisce una grave minaccia sia per la salute pubblica che animale, basti pensare al fatto che le infezioni causate da batteri resistenti agli antimicrobici provocano circa 25.000 decessi all’anno nell’UE.

Il report EFSA-ECDC presenta i risultati dell’analisi dei dati trasmessi dagli Stati membri per il 2015, mirati a suini e bovini. L’anno prossimo il rapporto riguarderà polli da carne, galline ovaiole e tacchini.

Nello specifico sono stati riportati i dati sull’antibiotico-resistenza relativi a:

Salmonella isolata da campioni umani, suini da ingrasso, vitelli;
Campylobacter isolato da campioni umani e suini da ingrasso;
Escherichia coliisolato da suini da ingrasso, vitelli;
Stafilococco aureo meticillino-resistente (MRSA) isolato da animali e alimenti.

Il rapporto EFSA-ECDC riferisce che, in generale, la multifarmacoresistenza della Salmonella (in particolare i sierotipi S. Typhimurium e S. Typhimurium variante monofasica) è alta in tutta l’UE (la salmonellosi è la seconda malattia a trasmissione alimentare più comunemente riferita in Europa). Tuttavia, la resistenza ad antimicrobici di importanza primaria, usati nella terapia di casi gravi di infezione da Salmonella nell’uomo, rimane bassa (4.3% nella carne suina, 2.5% nella carne bovina e 4.7% nei suini da ingrasso).

È stata rilevata per la prima volta una resistenza agli antibiotici carbapenemici nell’ambito del monitoraggio annuale UE su animali e alimenti. I carbapenemi sono di solito l’opzione terapeutica finale per pazienti infettati da batteri resistenti agli altri antibiotici disponibili. Livelli molto bassi di resistenza sono stati osservati in E. coli rinvenuti in suini e carne suina.

E. coli produttore di beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL) è stato rilevato in carni bovine e suine, maiali e vitelli. I batteri che producono enzimi ESBL mostrano multifarmacoresistenza agli antibiotici beta-lattamici, che comprendono derivati della penicillina e cefalosporine. La prevalenza di E. coli produttore di ESBL varia da valori bassi a molto alti a seconda dei Paesi.

È stata riscontrata resistenza alla colistina a livelli molto bassi in Salmonella ed E. coli presenti in suini e bovini. L’uso della colistina per controllare le infezioni negli animali, in particolare nei suini, è comunemente ammesso in alcuni Paesi. In circostanze particolari può essere utilizzata nell’uomo come antibiotico di ultima istanza.

Oltre il 10% dei Campylobacter coli riscontrati negli esseri umani mostrano resistenza a due antimicrobici di importanza primaria (fluorochinoloni e macrolidi), che vengono impiegati per curare infezioni gravi da Campylobacter nell’uomo (la campilobatteriosi è la malattia veicolata da alimenti più comunemente riferita nell’UE).

Il rapporto evidenzia anche che i livelli di resistenza agli antimicrobici in Europa continuano a variare per regione geografica, con i Paesi dell’Europa settentrionale ed occidentale che hanno generalmente livelli di resistenza inferiori a quelli dell’Europa meridionale e orientale. Queste variazioni geografiche sono probabilmente riconducibili alle differenze d’uso degli antimicrobici nell’UE. Ad esempio i Paesi in cui sono state intraprese azioni per ridurre, sostituire e ripensare l’uso degli antimicrobici negli animali mostrano livelli più bassi di resistenza agli antimicrobici e una tendenza alla diminuzione.

Quest’anno la pubblicazione del rapporto è accompagnata da uno strumento per la visualizzazione dei dati, che mostra, Paese per Paese, i dati sui livelli di resistenza di alcuni batteri rilevati in alimenti, animali e nell’uomo.

Leggi il Scientific Report “The European Union summary report on antimicrobial resistance in zoonotic and indicator bacteria from humans, animals and food in 2015”

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