Agromafie2017: 200mila controlli dai campi agli scaffali – l’Italia è leader

Fonte: Coldiretti
Data: 15 marzo 2017

agromafie-2017​Sono oltre duecentomila i controlli effettuati dalle forze dell’ordine nel 2016 per combattere le agromafie dal campo allo scaffale e garantire all’Italia il primato nella qualità e nella sicurezza alimentare. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo in occasione della presentazione del quarto Rapporto #Agromafie2017 sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare. Una attività di controllo quotidiana e capillare tra il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas), Nuclei Antifrodi Carabinieri (NAC) del Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari, lo SCICO-GDF, il Corpo Forestale ora confluito nel Comando Unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell’Arma, l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari e la Guardia costiera. “Si tratta – ha sottolineato il presidente della Coldiretti – di un presidio a difesa non solo del tessuto economico, ma anche della salute dei cittadini, dell’ambiente e dell’intero territorio nazionale. In Italia – ha precisato Moncalvo – le attività criminali nell’agroalimentare si scoprono perché c’è una attività di controllo all’avanguardia a differenza di quanto avviene in altri Paesi dentro e fuori dall’Unione Europea”. Uno studio della Coldiretti sulla base dell’ultima relazione dell’Autorità per la sicurezza alimentare (Efsa) evidenzia che il 6,5% dei campioni provenienti da Paesi extracomunitari, conteneva residui superiori ai limiti di legge, soprattutto per la presenza di tracce di pesticidi non approvati nell’Ue mentre al contrario secondo il “National summary reports on pesticide residue” pubblicato dall’Efsa appena lo 0,3% dei prodotti Made in Italy – sottolinea la Coldiretti – contiene residui chimici oltre il limite con la percentuale che sale all’1,6 per cento per i prodotti di origine comunitaria. In Italia ci sono le regole produttive più rigorose nelle caratteristiche dei prodotti alimentari, dal divieto di produrre pasta con grano tenero a quello di utilizzare la polvere di latte nei formaggi fino al divieto di aggiungere zucchero nel vino che non valgono in altri Paesi dell’Unione Europea, dove si assiste ad un crescendo dell’uso di surrogati, sottoprodotti e aromi vari che snaturano l’identità degli alimenti. Senza dimenticare la decisione nazionale di vietare la coltivazioni di organismi geneticamente modificati (Ogm) fortemente sostenuta dalla Coldiretti e il primato europeo con oltre 50mila imprese agricole biologiche e la leadership nelle produzioni tutelate con 289 specialità a denominazione di origine (Dop/Igp).

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