Antibiotici nel miele, CNSA: serve un ampio studio

Fonte: @nmvi Oggi
Data: 07 aprile 2017

miele-8Non ci sono dati scientifici sufficienti per valutare l’impatto degli antibiotici usati nelle api, sulla sicurezza alimentare e sulla resistenza antimicrobica.
Il Ministero della Salute ha pubblicato un parere del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare (CNSA), Sezione di Sicurezza alimentare sull’eventuale rischio ambientale, sanitario e di sicurezza alimentare legato ad un eventuale utilizzo futuro di farmaci contenenti antibiotici nelle api per la terapia di malattie batteriche e fungine. Il parere è stato adottato il 30 novembre del 2016, in seguito alla richiesta della Direzione Generale dei Farmaci Veterinari su interessamento della FNOVI.

Il trattamento con antibiotici – Considerato che ad oggi non risulta registrato, nel territorio italiano ed europeo, nessun medicinale contenente antibiotico per la specie ‘ape’, da utilizzare a titolo terapeutico o preventivo, contro la peste americana, la peste europea e la nosemiasi, la decisione di trattare le api con antibiotici viene presa dal veterinario che può prescrivere, in deroga, sotto la propria responsabilità, farmaci contenenti antibiotici registrati per una specie diversa da quella interessata per una particolare patologia. In questo caso i tempi di attesa cautelativi per il miele vengono scelti dallo stesso veterinario prescrittore.
In tutta l’Unione europea, la decisione di trattare le api con antibiotici viene presa dal veterinario che, se lo ritiene, può prescrivere, sotto la propria responsabilità, farmaci contenenti antibiotici.

Sull’impiego illegale di antibiotici – Dai risultati ufficiali derivati dal Piano nazionale residui e da analoghi piani messi a punto negli Stati dell’UE, nonostante siano costituiti da una percentuale di campioni abbastanza limitata, si evidenzia che sussiste una positività agli antibiotici in generale. Questo farebbe dedurre – si legge nel parere- un impiego illegale di antibiotici nell’apicoltura convenzionale che va combattuto o quantomeno regolamentato. Infatti, l’assenza dei limiti massimi residuali di antibiotici (LMR) nel miele e negli altri prodotti dell’alveare quali il propoli, la pappa reale ed il polline (che può essere considerato un vero alimento “emergente”), unitamente all’assenza di norme armonizzate in merito ai metodi di controllo e campionamento, possono provocare problemi per la sicurezza dei consumatori di entità difficile da valutare sulla base dei dati disponibili, nonché rilevanti problemi commerciali.

Quanti antibiotici? La produzione annuale di miele e di prodotti dell’alveare in Unione europea non raggiunge l’autosufficienza (si aggira intorno al 50- 60%). Per fronteggiare tale carenza vengono immessi sul mercato europeo partite di miele provenienti da Paesi terzi. Per quanto riguarda il settore apistico, non sono disponibili, in Italia e in Europa, dati sui consumi di antibiotici impiegati per le api, tantomeno sono disponibili dati rappresentativi che permettano una valutazione affidabile dell’entità dei residui di antibiotici nel miele, italiano o d’importazione, anche in rapporto a quelli negli altri alimenti di origine animale.

Dati insufficienti- Pertanto, il CNSA dichiara che attualmente non dispone di elementi e dati scientifici sufficienti per valutare quanto l’eventuale presenza di residui di antibiotici nel miele possa realmente contribuire ad una pressione selettiva per fattori di resistenza in batteri commensali dell’intestino umano. I dati sono “insufficienti” anche per esprimere un parere esaustivo di valutazione del rischio ambientale, sanitario e di sicurezza alimentare legato all’utilizzo di farmaci contenenti antibiotici in apicoltura.

Conclusione- La Sezione di sicurezza alimentare del CNSA conclude suggerendo lo svolgimento di un ampio studio di campo riguardante l’impiego di antibiotici in apicoltura; questo allo scopo di
valutare alcuni principi attivi antimicrobici nei confronti delle malattie delle api e la loro applicazione con impiego di specifiche tecniche apistiche per garantire la salute delle api e la
salubrità dei prodotti dell’alveare.
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Parere CNSA n. 16/2016 – Parere sul rischio ambientale, sanitario e di sicurezza alimentare legato all’utilizzo di farmaci contenenti antibiotici destinati alla terapia di malattie nelle api

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