Formaggio conservato a temperatura ambiente: commerciante condannato

Nella fattispecie (commerciante condannato per avere detenuto per la vendita 20 confezioni di formaggio a temperatura non adeguata), poiché la responsabilità del ricorrente è stata affermata a causa della conservazione dei prodotti alimentari a temperatura non idonea, cioè a temperatura ambiente e non a quella compresa tra 0° e + 8°, risultano insussistenti i presupposti di applicabilità della esimente di cui all'art. 19 I. n. 283 del 1962. Tale disposizione, infatti, nel prevedere che: "Le sanzioni previste dalla presente legge non si applicano al commerciante che vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo prodotti in confezioni originali, qualora la non corrispondenza alle prescrizioni della legge stessa riguardi i requisiti intrinseci o la composizione dei prodotti o le condizioni interne dei recipienti e sempre che il commerciante non sia a conoscenza della violazione o la confezione originale non presenti segni di alterazione", attiene ai requisiti intrinseci o di composizione dei prodotti o alle condizioni interne dei recipienti, e non alle modalità di conservazione degli alimenti, che ricadono sotto la responsabilità del detentore, a cagione delle quali, e in particolare della inidoneità della conservazione a temperatura ambiente, è stata affermata la responsabilità dell'imputato, con la conseguente manifesta infondatezza della allegazione della configurabilità di tale esimente speciale, di cui nella specie non ricorrono i presupposti di fatto. (Fonte: Massima redazionale)

Riferimenti: Cassazione penale, sez. III, sentenza n. 19596 del 26 aprile 2017 (ud. del 23 novembre 2016)

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