CNSA: ridurre l’esposizione alimentare all’alluminio

Fonte: @nmvi Oggi
Data: 06 giugno 2017

contenitori-dalluminioL’alluminio, onnipresente nella nostra vita quotidiana, è uno dei metalli con riconosciuta potenziale pericolosità per la nostra salute.
La sua diffusa presenza in molti alimenti e in molti altri prodotti di consumo, ha indotto il CNSA ad affrontare il problema in un parere scientifico disponibile sul sito del Ministero della Salute.
Nel suo parere, il Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare fornisce informazioni per controllare e ridurre l’esposizione alimentare ad alluminio dovuta alla produzione e preparazione degli alimenti in ambito sia domestico sia di impresa.

La via primaria di esposizione all’alluminio per la popolazione generale è quella alimentare. Attualmente il principale fattore direttamente prevenibile è la contaminazione del cibo per contatto, ad esempio, per fenomeni migrazionali da utensili per la cottura o imballaggi; per quanto generalmente modesta, la migrazione diventa particolarmente marcata quando i materiali a base di alluminio vengono in contatto con cibi acidi (ad es. contenenti acido citrico) o contenenti sale.
Alcuni studi effettuati con alimenti avvolti in fogli di alluminio e sottoposti a differenti tipi di cottura (in forno e grigliati sulla carbonella) hanno dimostrato che l’elevata temperatura comporta l’aumento della concentrazione dell’alluminio nell’alimento.
I dati disponibili indicano che i cereali e prodotti a base di cereali, verdure, bevande e formule per lattanti sono i principali determinanti dell’esposizione alimentare all’alluminio. L’acqua potabile rappresenta una fonte di esposizione secondaria. Un’ulteriore esposizione può derivare da medicinali e prodotti di consumo (ad es., prodotti per la cura personale) che contengono composti dell’alluminio.

Il sistema nervoso è il bersaglio principale della sua tossicità – L’aspetto “preoccupante” della tossicità dell’alluminio – in base al parere del CNSA – è legato alla capacità di bio-accumulo del minerale nell’organismo umano in seguito a esposizioni prolungate, anche se l’assorbimento di una singola dose è basso, un’assunzione prolungata può dare luogo ad un significativo carico corporeo, soprattutto ove la capacità renale è immatura (bambini piccoli) o ridotta (anziani, soggetti nefropatici). La dose assorbita, anche se molto piccola, può depositarsi progressivamente nell’organismo e che l’accumulo è maggiore, e l’escrezione minore ove la funzione renale è immatura o parzialmente compromessa.

Raccomandazioni – Il CNSA raccomanda di fornire ai consumatori informazioni circa il corretto uso dei materiali contenenti alluminio per la produzione e la preparazione degli alimenti in ambito sia domestico sia di impresa, vale a dire:
– evitare di graffiare i contenitori, ledendo così la patina protettiva dell’alluminio anodizzato,
– evitare il contatto diretto di alimenti acidi o salati con fogli di alluminio,
– evitare la conservazione di alimenti in contenitori di alluminio dopo la cottura e per lunghi tempi,
– considerare eventuali fonti di aggiuntive con conseguente rischio di contaminazione delle catene alimentari.

Ulteriori interventi suggeriti – Per il CNSA sarebbe opportuno fornire indicazioni agli operatori del settore alimentare, in particolare a quelli della ristorazione collettiva, di inserire nei manuali aziendali di corretta prassi igienica procedure atte a verificare l’uso corretto di materiali a contatto in generale.
I materiali a contatto non sono l’unica fonte di esposizione alimentare ad alluminio e pertanto, il CNSA raccomanda di rivolgere particolare attenzione anche all’uso di additivi a base di alluminio negli alimenti, nonché di verificare eventuali fonti aggiuntive di contaminazione delle catene alimentari.

Parere CNSA n. 19/2017 – Esposizione del consumatore all’alluminio derivante dal contatto alimentare: elementi di valutazione del rischio e indicazioni per un uso corretto dei materiali a contatto con gli alimenti

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