Claims nutrizionali: non basta il parere dell’EFSA

Fonte: @nmvi Oggi
Data: 19 giugno 2017

zolletta-zuccheroNon si tratta di mettere in discussione il parere dell’EFSA sui benefici del glucosio, ma di informare correttamente i consumatori.
Una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea fa luce sull’utilizzo dei pareri scientifici dell’EFSA nella comunicazione commerciale ai cittadini da parte dell’industria alimentare. Un eventuale parere favorevole a un dato alimento deve essere letto nella sua dimensione di consulenza scientifica e non può sostituirsi alle norme europee che impongono di informare i consumatori tanto dei benefici quanto dei rischi.

Disattendendo questa premessa, un’azienda tedesca, produttrice di tavolette di glucosio per il mercato europeo, ha perso il ricorso di fronte ai Giudici della Corte UE: non potrà utilizzare le indicazioni di salute che intendeva rivolgere ai consumatori, perchè incoraggiare il consumo di zucchero “è incompatibile con i principi nutrizionali e sanitari generalmente accettati”. Bene ha fatto, quindi, la Commissione Europea a negare l’autorizzazione già nel 2015. Quanto al parere dell’EFSA sui benefici del glucosio sul metabolismo, l’8 giugno scorso, la Corte UE non ha ritenuto che fosse sufficiente a dare ragione all’azienda.

I claims nutrizionali bocciati dalla Corte – Sono ben cinque le indicazioni di salute che l’azienda  non potrà rivolgere ai consumatori, nè le prime due rivolte al pubblico in generale nè le altre destinate a “uomini e donne attivi, in buona salute e ben allenati alla resistenza fisica”:
1. Il glucosio è metabolizzato nell’ambito del normale metabolismo energetico corporeo»;
2. il glucosio sostiene l’attività fisica»;
3. Il glucosio contribuisce al normale funzionamento del metabolismo energetico»,
4. il glucosio contribuisce al normale metabolismo energetico nel corso dell’attività fisica»;
5. il glucosio contribuisce alla normale funzione muscolare»

Il parere EFSA – Per la Corte UE, l’EFSA ha “solamente il compito di verificare se le indicazioni sulla salute si basino su prove scientifiche e se la loro formulazione sia conforme a determinati criteri”. Per l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, in effetti, si può stabilire un rapporto causa-effetto tra il consumo di glucosio e il normale funzionamento del metabolismo energetico, ma nell’informare i consumatori, la normativa europea prescrive di tenere conto non solo dei benefici, ma anche dei rischi.

L’obiezione della Commissione– La Commissione “non era incorsa in alcun errore”- sostiene la Corte UE constatando che le indicazioni sulle salute in questione, “evidenziano soltanto gli effetti benefici del glucosio per il metabolismo energetico senza richiamare i pericoli inerenti al consumo elevato di zucchero”. Dunque si trattava di indicazioni “ambigue e ingannevoli” e come tali “non potevano essere autorizzate”. Sulla base dei principi nutrizionali e sanitari generalmente accettati, il consumatore medio “deve ridurre il proprio consumo di zucchero”.

La normativa di riferimento
Regolamento (CE), n. 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari: le indicazioni sulla salute riportate sulle etichette nonché nella presentazione dei prodotti o nella pubblicità sono vietate, a meno che non siano conformi al regolamento, autorizzate a norma dello stesso ed incluse nell’elenco delle indicazioni autorizzate.
Regolamento (UE) 2015/8 relativo al rifiuto dell’autorizzazione di alcune indicazioni sulla salute fornite sui prodotti alimentari, diverse da quelle che si riferiscono alla riduzione del rischio di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini.

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Il comunicato della Corte di Giustizia Europea

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