PAT e insetti: come applicare il nuovo Regolamento

Fonte: @nmvi Oggi
Data: 27 luglio 2017

insetti-11Le Direzioni ministeriali della Sanità Animale e della Sicurezza alimentare hanno diffuso una circolare che spiega come applicare le nuove norme europee sulle proteine animali destinate all’alimentazione di animali da allevamento.
Con il Regolamento 2017/893 la Commissione Europea ha modificato alcuni allegati dei Regolamenti (CE) 999/01 (Allegato I e IV) e (UE) 142/2011 (Allegati X, XIV e XV). Una circolare odierna- firmata dai Direttori Generali della Sanità Animale e della Sicurezza Alimentare – dettaglia ai Servizi Veterinari e a tutti i soggetti di competenza le condizioni di applicazione del nuovo Regolamento.
Già una nota del 5 maggio a cura delle stesse Direzioni ministeriali anticipava al settore le novità ora approdate alla GUCE con decorrenza 1 luglio 2017 ( in alcuni casi applicabili dal 1 gennaio 2018).

Ampia la portata del nuovo Regolamento nell’ambito della disciplina sulle proteine animali destinate ai mangimi d’allevamento. Fra le novità l’autorizzazione, per l’alimentazione degli animali d’acquacoltura, delle proteine animali trasformate derivate da insetti e i mangimi composti che le contengono. Allo scopo la Commissione Europea ha stabilito, con il Regolamento 2017/893 condizioni specifiche per la loro produzione e uso “al fine di evitare qualsiasi rischio di contaminazione incrociata con altre proteine che potrebbero comportare un rischio di TSE nei ruminanti”. Le proteine animali trasformate derivate da insetti potranno essere prodotte in impianti adibiti esclusivamente alla produzione di prodotti derivati da insetti d’allevamento.
L’autorizzazione delle proteine animali trasformate derivate da insetti per l’alimentazione degli animali d’acquacoltura potrebbe permettere di accrescere nell’Unione la produzione di proteine animali trasformate derivate da insetti.

Tenendo conto di valutazioni del rischio a livello nazionale, nonché del parere dell’EFSA, vengono riconosciute ‘sicure’ per l’impiego nei mangimi le seguenti specie di insetti allevate attualmente nell’Unione: mosca soldato nera (Hermetia illucens), mosca comune (Musca domestica), tenebrione mugnaio (Tenebrio molitor), alfitobio (Alphitobius diaperinus), grillo domestico (Acheta domesticus), Gryllodes sigillatus (Gryllodes sigillatus) e grillo silente (Gryllus assimilis).
L’attuale allevamento su piccola scala di insetti per alimenti destinati ad animali da compagnia può essere adeguatamente gestito nel quadro dei piani di controllo nazionali esistenti; inoltre, le disposizioni dell’Unione riguardanti la salute degli animali e dei vegetali, la sanità pubblica o i rischi ambientali sono adeguate per garantire che l’allevamento di insetti in seno all’Unione su una scala più ampia sia sicuro.
Le specie di insetti allevati nell’Unione non devono essere patogene o avere altri effetti negativi sulla salute umana, animale o vegetale; non devono essere riconosciute come vettori di agenti patogeni umani, animali o vegetali e non devono essere né specie protette né specie definite come esotiche invasive.

Si tratta – osserva la Commissione – di una produzione effettuata nel quadro dei piani di controllo degli Stati membri, suffragata da alcuni studi e pareri scientifici che hanno dimostrato che gli insetti d’allevamento potrebbero rappresentare una soluzione alternativa e sostenibile alle fonti convenzionali di proteine animali destinate all’alimentazione di animali da allevamento non ruminanti.

Anche l’EFSA si è pronunciata a favore, valutando gli eventuali rischi connessi alla presenza di prioni: l’Agenzia ha concluso che – “rispetto alla presenza di pericoli nelle fonti di proteine di origine animale attualmente autorizzate- il verificarsi di pericoli negli insetti non trasformati dovrebbe essere pari o inferiore, a condizione che gli insetti siano nutriti con substrati che non contengono materiale proveniente da ruminanti o di origine umana (concime). Poiché la trasformazione di insetti può ridurre ulteriormente il verificarsi di pericoli biologici, tale affermazione è valida anche quando si tratta di proteine animali trasformate derivate da insetti”.

Alla luce dell’attuale situazione epidemiologica della BSE, viene abrogato il divieto di esportazione di proteine animali trasformate derivate da ruminanti- benchè sostituito da condizioni specifiche da rispettare- al fine di ridurre l’onere per gli scambi commerciali.
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