Il controllo ufficiale delle micotossine negli alimenti

Fonte: @nmvi Oggi
Data: 20 settembre 2017

latteIl Ministero della Salute ha pubblicato la relazione annuale del primo Piano nazionale adottato dall’Italia per il controllo delle micotossine negli alimenti. Il Piano si prefigge di armonizzare le attività ufficiali di campionamento e di analisi per disporre di dati utili a definire l’esposizione umana a questi contaminanti e introdurre – se del caso – provvedimenti di riduzione.
Le micotossine sono diversamenteclassificate dalla IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro):
– cancerogeni (aflatossine)
– possibili cancerogeni (ocratossina A, aflatossina M1)
– probabili cancerogeni (fusariotossine)

Il Piano nazionale fornisce indicazioni relative alla conduzione del campionamento e delle analisi, indica i prodotti alimentari, con le specifiche micotossine, oggetto di campionamento, specifica le fasi di produzione presso cui condurre il campionamento, nonché le modalità di esecuzione dei campionamenti, di preparazione dei campioni oggetto di analisi, di rendicontazione dei dati, le informazioni da inserire nei verbali (cfr fac simili). A livello nazionale, erano previsti 200 campioni di alimenti per il programma di monitoraggio e 964 campioni per quello di sorveglianza. Il programma di monitoraggio si prefigge l’obiettivo di far emergere situazioni di rischio, mentre quello di sorveglianza di controllare situazioni a rischio, tramite campionamenti mirati.
I dati di campionamento e di analisi sono stati inseriti nel sistema dai laboratori ufficiali, verificati dall’ LNR (laboratorio nazionale di riferimento) micotossine e validati dalle Autorità competenti delle Regioni/Province autonome.

I campionamenti hanno riguardato, fra gli altri alimenti, il latte (anche campioni di latte crudo in allevamento), i prodotti lattiero-caseari (761 campioni fra: mozzarella, burro, formaggio,(parmigiano reggiano, grana padano, scamorza, caciocavallo, formaggio fresco quark, formaggio pecorino, mascarpone, e altri non specificati), yogurt, ricotta di bufalo, preparati per gelati a base di latte, preparazioni a base di latte per la prima infanzia).

I risultati del primo anno di applicazione del Piano non sono particolarmente rappresentativi:il 2016 “è stato il primo anno di applicazione del Piano nazionale, pertanto le criticità riscontrate possono imputarsi alla necessità di indicazioni volte ad uniformare l’applicazione della norma sui contaminanti”- si legge nella relazione. Nel primo anno di applicazione, quindi, “è stato riscontrato uno scostamento fra quanto programmato a livello nazionale, regionale e quanto inserito nel sistema”.
Inoltre, in funzione dei limiti temporali previsti per la validazione dei dati da parte delle Autorità delle Regioni/Province autonome, si è preso atto che molti dati del controllo ufficiale non sono stati inseriti nel sistema. Infine, la mancanza dell’inserimento di specifiche informazioni nel sistema da parte dei laboratori, non obbligatorie per l’anno 2016, ha reso difficoltosa la valutazione dei dati. L’inserimento di tali
informazioni è stato reso obbligatorio per i dati relativi all’attività di campionamento nel 2017.
Le Autorità competenti delle Regioni/Province autonome, nonché i laboratori ufficiali, sono stati informati sulle criticità evidenziate e al fine della relativa risoluzione e di armonizzazione della raccolta di dati per l’anno 2017.
Relazione riguardante il controllo delle micotossine negli alimenti – anno 2016

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