Nel 2017 etichette d’origine e una nuova filiera

Fonte: Il Punto Coldiretti
Data: 14 novembre 2017

Gesunde Ernährung - junge Frau mit ObstEtichetta d’origine per latte e formaggi già in vigore, quella di pasta e riso quasi al traguardo e derivati del pomodoro subito in scia, mentre è nata Filiera Italia per valorizzare le produzioni agricole Made in Italy d’eccellenza. Sono i momenti chiave del 2017 per l’agricoltura italiana secondo il tradizionale bilancio di San Martino dell’annata agraria, stilato dalla Coldiretti in occasione della Giornata nazionale del Ringraziamento celebrata ad Aquileia.

Si tratta dei nuovi risultati delle battaglie della Coldiretti che tra fine 2015 il 2016 avevano già portato alla cancellazione di Imu, Irpef e Irap, più gli altri provvedimenti fiscali, permettendo alle imprese agricole italiane di risparmiare complessivamente 1,3 miliardi di euro all’anno, storico risultato mai ottenuto in precedenza.

L’etichetta per latte e formaggi, annunciata alla Giornata del Latte organizzata dalla Coldiretti a Milano nel 2016, è entrata in vigore nell’aprile scorso permettendo ai consumatori di sapere finalmente l’origine di quanto portano in tavola e valorizzando al contempo il vero prodotto Made in Italy rispetto a quello importato dall’estero.

Ad agosto è, invece, stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto per l’etichettatura d’origine della pasta e del riso, anche questo anticipato a una manifestazione Coldiretti a Roma a sostegno della cerealicoltura italiana dal Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. I decreti prevedono una fase di 180 giorni per l’adeguamento delle aziende al nuovo sistema e lo smaltimento delle etichette e confezioni già prodotte e quindi entro febbraio non ci saranno più vecchie etichette fuorvianti sul mercato.

Poche settimane fa, al Forum Coldiretti di Cernobbio, è arrivato anche l’annuncio del decreto per l’etichettatura d’origine dei derivati del pomodoro, che ha già iniziato il suo iter. Tre provvedimenti che vanno nella stessa direzione: il sostegno ai prodotti agricoli italiani oggi penalizzati dalla concorrenza sleale delle importazioni dall’estero a basso costo favorita dalla mancanza di trasparenza. E intanto nelle prossime settimane dovrebbe essere approvata la Manovra di Bilancio, che prevede misure vantaggiose per il settore agricolo, a partire dalla defiscalizzazione verde e dagli sgravi contributivi per i giovani agricoltori.

Ma il 2017 ha visto anche la nascita di Filiera Italia, una nuova forma di rappresentanza in cui Coldiretti, sempre più sindacato imprenditoriale di filiera, insieme a campioni industriali nazionali dei rispettivi settori, compresi i mezzi tecnici per l’agricoltura e la tecnologia avanzata per la trasformazione alimentare, sono uniti per la realizzazione di accordi economici e commitment concreti finalizzati ad assicurare la massima valorizzazione della produzione agricola nazionale anche attraverso la realizzazione di contratti di filiera sostitutivi dell’ormai superata stagione della sterile interprofessione.

Risultati importanti per le aziende agricole da mettere sul piatto della bilancia di un’annata che a livello produttivo è stata tutt’altro che positiva, con la siccità e il maltempo che hanno colpito duramente da Nord a Sud e le quattro regioni del Centro Italia ancora alle prese con la difficile ripartenza del post sisma. Il risultato è l’addio ad una bottiglia di vino su quattro e il calo dell’11% della produzione di olio di oliva rispetto alla media dell’ultimo decennio. Nemmeno dal grano sono giunte buone notizie, con una diminuzione della produzione di grano duro dell’11%, secondo le ultime stime Istat, mentre quello tenero ha perso il 4%, anche se la qualità è reputata ottima per entrambi.

Male anche la frutta, dove si sono registrati crolli fino al 30%, così come i foraggi, mentre per il mais si prevede un decremento del 6%, poco più basso di quello del girasole (-7%). Tra le altre produzioni, a picco quella di miele, praticamente dimezzata, mentre è del -23% il calo del raccolto di mele, funghi e tartufi che sono praticamente introvabili nei boschi, anche qui per effetto del clima impazzito.

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