Prosegue senza tregua il lavoro dei Nas nel controllo del settore alimentare

Fonte: Ministero della Salute
Data: 13 dicembre 2017

cantinaI Carabinieri del NAS di Ragusa hanno denunciato i gestori di un caseificio all’A.G. per aver continuato a tener aperta la propria attività nonostante un’ordinanza dell’Autorità Sanitaria ne avesse disposto la sospensione immediata. Nel corso degli accertamenti, i militari hanno posto sotto sequestro l’intera struttura che ospitava il caseificio (valore 100.000 euro), 1500 litri di latte crudo e oltre 1500 kg di formaggi in quanto privi di dati sulla rintracciabilità.

Il NAS di Latina, a seguito di un controllo igienico sanitario eseguito unitamente al personale del Dipartimento Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressioni Frodi di Roma, hanno posto i sigilli su un frantoio della provincia di Frosinone. Durante l’ispezione, infatti, gli operatori hanno rilevato gravi e diffuse carenze igieniche, tali da richiedere l’intervento sul posto della locale ASL. Il valore della struttura sequestrata è di 150.000 euro.

L’ASL Roma/1, a seguito di una richiesta scaturita da un controllo effettuato dal NAS di Roma, ha posto sotto sequestro un bar della capitale. Durante la loro ispezione, infatti, i Carabinieri avevano riscontrato gravi carenze igienico strutturali e rinvenuti circa 80 kg di alimenti privi di rintracciabilità.

I militari del NAS di Pescara hanno denunciato la proprietaria di un supermarket abruzzese per aver messo in vendita 200 kg di pesce in cattivo stato di conservazione. Nel corso dei controlli dell’attività commerciale, inoltre, i militari hanno avuto modo di accertare diverse violazioni di tipo amministrativo, quali delle carenze igieniche nei laboratori per la preparazione di alimenti, l’avvio di un deposito abusivo e l’utilizzo di due furgoni per il trasporto di bevande senza averne dato avviso all’autorità. L’ASL di Pescara, intervenuta sul posto su segnalazione dei Carabinieri operanti, ha disposto la chiusura immediata della struttura, dal valore di un milione di euro.

Sempre il NAS di Pescara, al termine di una serie di accertamenti condotti con il Dipartimento Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressioni Frodi di Pescara, ha denunciato una persona per frode. L’indagata, titolare di un’azienda agricola, aveva posto in commercio dei prodotti ortofrutticoli etichettandoli come biologici, mentre invece le analisi di laboratorio hanno dimostrato che all’interno degli stessi vi erano delle tracce significative di fitosanitari.

Il NAS di Salerno, unitamente ai Carabinieri Forestali e alla ASL, ha eseguito una serie di controlli che hanno avuto come obiettivo diversi ristoranti campani. Gli accertamenti hanno evidenziato diverse violazioni, tali da portare alla denuncia di due persone per tentata frode in commercio e al sequestro di una pizzeria, di due depositi abusivi e quasi mezza tonnellata di alimenti vari (carne, pesce e dolciumi), in quanto detenuti in cattivo stato di conservazione. Il valore complessivo dei provvedimenti adottati dalle autorità è di 650.000 euro.

I Carabinieri del NAS di Napoli, nel corso di un controllo di un bar sito nel circondario partenopeo, hanno proceduto alla chiusura amministrativa di due soppalchi adibiti a deposito alimenti, in quanto abusivi e privi dei requisiti strutturali. Durante la medesima ispezione, inoltre, sono stati posti sotto sequestro 180 panettoni farciti, poiché privi di etichetta che ne indicasse la rintracciabilità. Per le violazioni riscontrate, il gestore del locale dovrà pagare 5.500 euro di sanzioni amministrative.

Si segnala, infine, una brillante operazione effettuata dai Carabinieri del NAS di Ragusa, i quali hanno denunciato una persona per tentata frode nell’esercizio del commercio. Grazie ad una paziente opera di indagine condotta con l’ausilio dei colleghi della territoriale, i militari ragusani sono infatti riusciti ad identificare un quarantacinquenne che aveva messo in piedi una vera e propria cantina abusiva per la produzione di vino. L’attività illegale, che aveva luogo in un box attiguo all’abitazione dell’indagato, era tanto minuziosa da prevedere l’utilizzo di etichette false, per la successiva commercializzazione del vino all’estero. Al termine degli accertamenti i militari hanno sequestrato 718 bottiglie di vino, 10.000 etichette e attrezzature per l’imbottigliamento.

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