Sacchetti alimentari a pagamento: il chiarimento del Ministero

Fonte: @nmvi Oggi
Data: 09 gennaio 2018

sacchetti-bioPer evitare il costo del contenitore, “si possono portare dall’esterno dei sacchetti purché siano nuovi e non riutilizzati”.

“No al riutilizzo dei sacchetti bio quando si acquista frutta e verdura al supermercato, ma sì all’impiego di buste monouso nuove che il cittadino può portare da casa, risparmiando”. Questa la posizione ufficiale del ministero della Salute, espressa all’Adnkronos Salute da Giuseppe Ruocco, segretario generale del dicastero di lungotevere Ripa, che interviene nel dibattito sui sacchetti a pagamento dal 1 gennaio 2018 (da 1 a 3 centesimi sullo scontrino).
Secondo Assobioplastica, ogni cittadino consuma mediamente 150 sacchi l’anno: la spesa per i sacchetti potrebbe oscillare così tra 1,5 euro e 4,5 euro annui a persona.

La norma – Dal primo gennaio dal 1° gennaio 2018, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un
contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento.Lo prevede la legge di conversione del decreto legge Mezzogiorno (Art. 9 Misure urgenti ambientali in materia di classificazione dei rifiuti). Per legge, le borse di plastica in materiale ultraleggero non potranno essere distribuite a titolo gratuito e tal fine il prezzo di vendita per singola unita’ deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite.
Sono fatti comunque salvi gli obblighi di conformità alla normativa sull’utilizzo dei materiali destinati al contatto con gli alimenti adottata in attuazione dei regolamenti (UE) n. 10/2011, (CE) n. 1935/2004 e (CE) n. 2023/2006, nonchè il divieto di utilizzare la plastica riciclata per le borse destinate al contatto alimentare.

Riuso e sanzioni – Un sacchetto utilizzato nei reparti gastronomia, macelleria, ortofrutta, etc., che con diciture o in altro modo tentasse di porsi al di fuori della normativa, rappresenterà un’elusione di legge per la quale scatteranno sanzioni da 2.500 euro fino a 100.000 euro se la violazione del divieto riguarda ingenti quantitativi di borse di plastica oppure se il valore delle buste fuori legge è superiore al 10% del fatturato del trasgressore.
Per motivi igienici, non è possibile riutilizzare un sacchetto usato in precedenza per acquistare frutta e verdura al supermercato. Ma è consentito “l’impiego di buste monouso nuove che il cittadino può portare da casa, risparmiando” dichiara Giuseppe Ruocco.

In arrivo una circolare Ambiente-Salute – “Il problema inizialmente non era sanitario, bensì ambientale – ricorda Ruocco – poi il ministro dell’Ambiente ci ha chiesto un parere che verosimilmente sarà inserito in una circolare unica Ambiente-Salute. Non siamo contrari alla possibilità che il cittadino trovi altre fonti sue di approvvigionamento di sacchetti, più economiche o addirittura gratuite. Ma dobbiamo allo stesso tempo assicurare il mantenimento dell’igiene e della sicurezza dei locali. Dunque, diciamo che si possono portare dall’esterno dei sacchetti purché siano nuovi e non riutilizzati. E ovviamente siccome la responsabilità dell’igiene dei locali è in capo agli esercenti, gli dobbiamo lasciare la facoltà di verificare che si tratti realmente di sacchetti nuovi. Dobbiamo cercare di contemperare le esigenze di libertà e di sicurezza”, conclude.

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