Stop ad aranciate anonime: serve l’origine in etichetta

Fonte: Il Punto Coldiretti
Data: 17 gennaio 2018

fresh juiceAttivare misure di emergenza per la crisi del settore agrumicolo, contrastare la diffusione della virosi “tristezza degli agrumi”, estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta alle aranciate e a tutti i succhi di frutta per impedire di spacciare, come Made in Italy, succhi importati da Paesi lontani, opporsi ad accordi che potrebbero danneggiare ulteriormente la situazione del settore.

E’ quanto ha chiesto la Coldiretti al tavolo agrumicolo convocato dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina nel sottolineare che l’Italia deve percorrere coerentemente la strada della trasparenza per tutti i prodotti agroalimentari.. Una indicazione che va raccolta con un provvedimento ad hoc come è stato fatto recentemente per il grano nella pasta, per il riso e per i derivati del pomodoro. Si tratta peraltro di una esigenza per i consumatori e di necessità per salvare gli agrumi italiani con una pianta di arance su tre (31%) che è stata tagliata negli ultimi quindici anni, ma si sono anche verificati il dimezzamento dei limoni (-50%) e una riduzione del 18% delle piante di clementine e mandarini, sulla base dell’analisi Coldiretti sugli ultimi dati Istat.

Sotto accusa i prezzi pagati agli agricoltori che non riescono neanche a coprire i costi di raccolta a causa della concorrenza sleale dei prodotti importati dall’estero, in una situazione di dumping economico, sociale ed ambientale.

In questo contesto particolarmente preoccupante è la trattativa dell’Unione Europea con i Paesi del Mercosur che rischia di avere effetti catastrofici sul settore che è già pesantemente colpito dagli accordi preferenziali come le condizioni favorevoli che sono state concesse al Marocco per le arance e le clementine. Nei trattati va riservata all’agroalimentare una specificità che tuteli la distintività della produzione fermando una escalation che mette a rischio la tutela della salute, la protezione dell’ambiente e la libertà di scelta dei consumatori.

Il Mipaaf ha dichiarato la volontà di seguire anche per i derivati di agrumi la strada di una norma che definisca l’obbligo di etichettatura con l’origine degli agrumi utilizzati. Inoltre, nel breve periodo, saranno attivati: il ritiro dal mercato di 4500 tonnellate di arance e la distribuzione agli indigenti; il ripristino del potenziale produttivo compromesso dalla “tristezza degli agrumi”, assicurando la disponibilità di piante indenni; la realizzazione del catasto agrumicolo nazionale, condizione necessaria per garantire qualsiasi azione di programmazione produttiva orientata al mercato; l’utilizzazione del fondo agrumicolo di 10 milioni di euro previsti nella legge di bilancio (2 per 2018, 4 per 2019 e 2020); un rafforzamento delle azioni sui dossier fitosanitari per aprire nuove destinazioni per l’export, per raggiungere l’equilibrio di mercato e una migliore remunerazione del prodotto; promozione e azioni coordinate con distribuzione, per un sostegno immediato già nelle prossime settimane.

Un primo stanziamento di 400mila euro è stato già previsto per il 2018 ed è immediatamente attivabile per comunicazione istituzionale sulle caratteristiche nutrizionali delle arance in collaborazione con la Gdo.

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