Vino: serve l’etichetta d’origine anche per gli spumanti generici

Fonte: Il Punto Coldiretti
Data: 02 febbraio 2018

spumanteÈ necessario rivedere la norma sulla origine degli spumanti senza DO/IG per non consentire più di etichettare come italiano uno spumante fatto con vini esteri, spesso spagnoli, spumantizzati in Italia. La richiesta viene da Coldiretti ed è stata portata e sostenuta dal Ministero delle Politiche agricole sui tavoli di lavoro della Commissione Ue per la definizione del nuovo Regolamento in tema di etichettatura dei vini e protezione delle Do/Ig che sostituirà l’attuale Reg. 607/09.

Bruxelles deve adeguare le disposizioni del Regolamento in conformità all’accordo di Lisbona distinguendo tra norme di esecuzione e norme delegate. Al tempo stesso intende apportare semplificazioni alla normativa di settore e adeguamenti per la messa in coerenza con il regolamento 1169/2011 per quanto riguarda la fornitura di informazioni al consumatore.

Vediamo quali sono le principali novità: Prevista la modifica del regime linguistico, per cui non sarà più possibile utilizzare qualsiasi lingua della Ue per etichettate i vini, ma i produttori saranno obbligati all’uso della lingua comprensibile al consumatore. Sebbene sia in linea con il citato regolamento 1169/2011 questa previsione è fonte di attenzione per il mondo produttivo per le evidenti ripercussioni legate agli scambi all’interno della Ue in quanto costringerebbe i produttori ad avere tante etichette nelle varie lingue anche per poche bottiglie con evidente aumento dei costi.

Su questo aspetto è necessario che la Commissione apra alla possibilità di mettere a disposizione le traduzioni con sistemi informativi alternativi al difuori della etichetta. Questa modalità potrebbe ritornare utile anche per le informazioni nutrizionali e gli ingredienti oggi non obbligatorie per il vino ma sulle quali si sta discutendo.
Si lavora anche a nuove disposizioni per l’iter di approvazione o modifica delle denominazioni con distinzione ulteriore tra modifiche sostanziali e modifiche minori e una nuova tempistica comunitaria ridotta per la conclusione dell’iter con probabile superamento della possibilità di etichettatura transitoria.

Sarebbero mantenute le norme a tutela delle Denominazioni legate a nomi di varietà (es. Aglianico del Vulture) per le quali la Commissione intende mantenere il sistema delle deroghe (ex. Allegato XV che però è ancora in attesa di aggiornamento).

Sono invece ancora in discussione le disposizioni per quanto riguarda l’indicazione dell’origine dei vini spumanti. L’attuale normativa consente di dichiarare come “italiano” uno spumante ottenuto da vino non italiano se la spumantizzazione è stata effettuata in Italia.

È evidente che questo rappresenta un “furto” di identità a danno delle produzioni vitivinicole nazionali e un “inganno” per il consumatore. Peraltro anche l’industria spumantistica sta beneficiando delle risorse di settore disponibile con le misure di promozione e investimenti per cui non vi sono motivazioni ragionevoli perché queste produzioni abbiano regole differenti rispetto ai vini fermi. L’approvazione definitiva del Regolamento è attesa entro la primavera prossima.

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