Proseguono controlli e arresti nel settore alimentare da parte dei NAS

Fonte: Ministero della Salute
Data: 16 marzo 2018

colombe-pasqualiIl NAS di Palermo, con la collaborazione dei Carabinieri della locale Compagnia di Piazza Verdi, hanno arrestato il responsabile di un deposito di prodotti ittici e carnei per furto di energia elettrica e detenzione di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione. Nel corso degli accertamenti, inoltre, i militari del capoluogo siciliano hanno accertato altresì che l’indagato utilizzava come deposito alimentare una struttura non autorizzata, priva di requisiti igienici e sanitari. L’attività, dal valore di circa 60.000 Euro, è stata posta sotto sequestro, mentre i 150 kg di alimenti che vi erano conservati sono stati distrutti.

Il NAS di Viterbo, nell’ambito di una serie di servizi mirati al controllo del settore dei “prodotti dolciari tipici delle festività pasquali”, ha segnalato tre persone all’Autorità Giudiziaria. Gli stessi, responsabili legali di due diverse attività commerciali di Viterbo, sono accusati di “frode commerciale in concorso”. L’ispezione del NAS, infatti, ha accertato che gli indagati avevano posto in commercio dei prodotti dolciari le cui etichette indicavano una produzione artigianale, mentre invece erano stati realizzati e confezionati secondo metodi industriali. Durante il controllo i Carabinieri hanno sottoposto a sequestro oltre 2.500 confezioni di dolci, per un valore totale di € 35.000.

Il NAS di Ragusa ha deferito all’autorità giudiziaria i due titolari di un caseificio sito nella provincia di Siracusa. Gli stessi sono accusati di violazione di sigilli, sottrazione di cose sottoposte a sequestro e detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione ed insudiciati. Nel corso di alcune verifiche, infatti, i Carabinieri hanno accertato che i due indagati avevano violato i sigilli precedentemente apposti dal NAS sul loro esercizio, in quanto interessato da carenze igieniche e privo di autorizzazione. Nella circostanza, i Militari hanno sequestrato quasi 1.500 kg di prodotti caseari e 800 litri di latte che, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati destinati alla distruzione.

Il NAS di Taranto, unitamente a personale del servizio veterinario dell’ASL di Brindisi, al termine di una verifica eseguita presso un canile della provincia di Brindisi, ha denunciato in stato di libertà i due titolari di una cooperativa per “detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura”. Durante l’ispezione del canile, infatti, sono state accertate delle carenze igienico – sanitarie e strutturali tali da pregiudicare il benessere dei 235 cani che vi erano ospitati. Il valore dell’infrastruttura, sottoposta a sequestro, ammonta a mezzo milione di euro.

Il NAS di Caserta, con l’ausilio del personale veterinario della locale Azienda Sanitaria Provinciale, ha proceduto al controllo di un allevamento bufalino di Castel Volturno (CE). Al termine della verifica gli operatori hanno disposto il sequestro sanitario dell’intera azienda zootecnica per carenze igienico-sanitarie e strutturali. Analogo provvedimento è stato inoltre adottato per i 111 capi di bestiame in essa presenti in quanto alcuni di essi erano privi di contrassegni identificativi. Il valore dell’infrastruttura, e quello del bestiame, ammonta a 700.000 euro.

I Carabinieri del NAS di Firenze, unitamente ai colleghi della Forestale e dell’Arma Territoriale, a conclusione di un’attività ispettiva eseguita presso un allevamento di suini sito nella provincia di Siena, hanno contestato al proprietario dell’attività sanzioni amministrative per un valore totale di 14.300 euro. Numerose sono state le violazioni riscontrate dal personale operante, tra le quali: l’omessa registrazione all’interno della Banca Dati Nazionale, l’assenza di un registro aziendale di carico e scarico, la mancanza di identificazione per gli animali presenti, dei quali l’allevatore non era in grado di documentare la provenienza. Considerata la gravità delle carenze riscontrate, i Carabinieri hanno richiesto l’intervento sul posto del personale veterinario dell’Azienda USL Toscana Sud-Est, che ha proceduto al blocco ufficiale dell’allevamento.

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