Carabinieri NAS: controlli settore alimentare. 13 persone denunciate

Fonte: Ministero della Salute
Data: 26 aprile 2018

olio-non-extravI Carabinieri del NAS di Torino, nel corso di un controllo ispettivo presso una rivendita di generi alimentari del mercato rionale del capoluogo piemontese, hanno eseguito un campionamento di olio dichiarato in etichetta extravergine d’oliva. Dagli esami di laboratorio è emerso che l’olio conteneva valori di spettrofotometria e di acidità in quantità superiore a quella consentita, concludendo, pertanto, che si trattava di olio contraffatto. Il titolare dell’esercizio commerciale è stato denunciato dai militari alla locale Autorità giudiziaria per il reato di acquisto di merce di dubbia provenienza. I Carabinieri del NAS piemontese, inoltre, hanno individuato il fornitore che aveva venduto l’olio d’oliva al commerciante torinese, denunciandolo per frode in commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci, commercio di olio risultato contraffatto e falsità materiale commessa dal privato. I successivi accertamenti, compiuti dal NAS di Bari per risalire allo stabilimento di produzione che dall’etichetta risultava in Puglia, hanno evidenziato che il frantoio indicato in etichetta come produttore dell’olio contraffatto risultava inesistente.

I Carabinieri del NAS di Bologna, a conclusione di attività di indagine, hanno denunciato un uomo riminese, responsabile legale di una ditta di commercio all’ingrosso di prodotti ittici della Romagna, per avere importato e posto in commercio in Italia quasi 3 tonnellate di pesce spada eviscerato e congelato di origine koreana potenzialmente nocivo per la salute dei consumatori. Dalle analisi di laboratorio, a cui un campione del prodotto è stato sottoposto da parte dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche, è emersa la presenza di “mercurio” in quantità superiore ai limiti consentiti dal Regolamento Europeo.

I Carabinieri del NAS Aosta, nell’ambito dei controlli finalizzati a contrastare eventuali condotte fraudolente commesse da operatori nel settore del miele e suoi derivati, in collaborazione con il NAS di Milano, hanno condotto un’attività ispettiva presso una ditta di commercio all’ingrosso della provincia di Varese, procedendo al sequestro amministrativo di oltre 1.000 kg. di miele di varie tipologie, per un valore di circa 30 mila euro, in quanto non erano state predisposte procedure idonee a garantirne la rintracciabilità. Nel corso dell’ispezione, inoltre, i militari hanno rilevato gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali tali da richiedere l’intervento della locale Autorità sanitaria che ha disposto l’immediata sospensione dell’attività di confezionamento e commercializzazione di miele e derivati fino al ripristino dei requisiti di legge.

I Carabinieri del NAS di Catania, nell’ambito delle verifiche e controlli sulla corretta esecuzione dei piani di risanamento regionali negli allevamenti di bestiame, hanno verificato una serie di irregolarità ed omissioni, commesse nei distretti veterinari di Messina e Taormina tra il 2013 e il 2017, da dieci medici veterinari dell’Azienda sanitaria provinciale di Messina. Questi, infatti, secondo gli esiti delle indagini dei militari, a vario titolo, in relazione a ruoli e competenze ricoperti all’interno dell’Azienda sanitaria, hanno omesso di predisporre le verifiche periodiche per il risanamento degli allevamenti ovicaprini e bovini infetti ubicati nel comprensorio dipartimentale, la redazione di atti obbligatori attestanti l’effettiva esecuzione dei piani di risanamento nonché di adottare i provvedimenti prescrittivi e sanzionatori conseguenti all’attuazione dei piani stessi, necessari a prevenire la diffusione della brucellosi ed altre malattie enzootiche negli allevamenti di bestiame. Tutti i medici veterinari sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria per omissione continuata in atti d’ufficio.

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