Giurisprudenza

Responsabile mensa pubblica, è suo dovere denunciare l’obsolescenza e inadeguatezza della struttura

Con riguardo ai doveri di un responsabile della ristorazione di mense pubbliche, la tutela della salute dei fruitori (art. 32 Cost.) non si può esaurire nella mera prestazione delle proprie mansioni ad esso strettamente riferibili, ma include anche quella di denuncia dello stato di obsolescenza e inadeguatezza degli impianti agli eventuali terzi proprietari degli stessi, costituendo il mantenimento delle condizioni di idoneità, sotto il profilo igienico-sanitario, dell'intero ambiente la parte essenziale e, talora, massima della tutela degli utenti attuabile attraverso l'obbligo di controllo e di verifica del rispetto della normativa in materia di salubrità e sicurezza cui è tenuto il responsabile medesimo e, per mezzo di lui, l'azienda. (Fonte: Massima redazionale)

Prodotti congelati, condannata ristoratrice per mancata indicazione nel menù

Convertita, in una sanzione pecuniaria da 7.500 euro, la pena di un mese di reclusione. Non rilevante, anche per le limitate dimensione dell’impresa, la delega al cuoco dell’attività di compilazione del menù, circostanza peraltro compatibile con la responsabilità della ristoratrice per omesso controllo. (Fonte: Massima redazionale)

Data di scadenza modificata, condannato non solo il responsabile del punto vendita, ma anche il dipendente “esecutore”

L'alterazione della data di scadenza di confezioni di hot dog in un punto vendita ha visto condannare sia la responsabile del punto vendita, sia il dipendente che, eseguendone l'ordine, ha modificato la data suddetta, in quanto avrebbe potuto rifiutarsi di eseguirlo e denunciare l’accaduto. (Fonte: Massima redazionale)

Prodotti biologici ed enti di certificazione, confermata la revoca dell’autorizzazione a Suolo e Salute

La successiva cessazione degli incarichi amministrativi e dirigenziali dei soggetti coinvolti nell’indagine che ha avuto come conseguenza la revoca dell’autorizzazione ad effettuare il controllo e la certificazione sull’attività di importazione da Paesi terzi di prodotti biologici rilasciata dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali all’organismo di controllo Suolo e Salute non vale, di per sé, ad escludere la perdita del requisito della “oggettività e indipendenza” dei controlli effettuati, nella misura in cui la società, ancorché non responsabile direttamente di frode in commercio, è risultata permeabile ad influenze illecite che ne hanno minato la credibilità come organismo di controllo e di certificazione proprio dell’importazione di prodotti biologici (le risultanze investigative e giudiziarie disponibili hanno rivelato una rete di collusione e di connivenza tra qualificati esponenti della società interessata ed imprese coinvolte nell’illecita importazione di prodotti alimentari fraudolentemente venduti come biologici). (Fonte: Massima redazionale).

Prodotti commercializzati come medicinali prima del 1° gennaio 2005 e come prodotti alimentari dopo tale data

La disposizione di cui alla prima parte del periodo contenuta nell’articolo 28, paragrafo 2, del regolamento n. 1924/2006 può trovare applicazione quando, anteriormente al 1° gennaio 2005, il prodotto di cui trattasi sia stato venduto con il suo marchio non come prodotto alimentare ma come medicinale. In tali casi, l’articolo 28, paragrafo 2, richiede che il prodotto di cui trattasi esistesse a tale data nella medesima forma fisica e con lo stesso marchio. (Fonte: Massima redazionale)

Pesce conservato ad una temperatura non idonea: è reato di pericolo

La detenzione per la vendita o per il consumo di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione, punita dall'art. 5, lettera b), della legge 30 aprile 1962, n. 283, è reato di pericolo per la consumazione del quale non è necessario che vi sia un effettivo atto di cessione o che sia effettivamente danneggiata la salute, essendo sufficiente che il prodotto sia nella materiale disponibilità dell'operatore commerciale (grossista o dettagliante) che lo fornirà ai consumatori. Il reato, pertanto, si consuma anche con la semplice detenzione delle sostanze nel frigorifero posto nel luogo di vendita o di somministrazione, indipendentemente dalla possibilità di un eventuale controllo sullo stato di conservazione al momento dell'impiego. (Fonte: Massima redazionale)

Blocco dell’importazione di grano duro dall’India perché contaminato da piombo: provvedimento illegittimo

Se le verifiche relative alla presenza di piombo nella partita di grano sono state effettuate non rispettando le modalità di campionatura e analisi previste dalla normativa comunitaria di riferimento, il provvedimento di blocco dell'importazione della partita stessa è illegittimo. (Fonte: Massima redazionale)

Formaggio conservato in locali non idonei, è sufficiente l’esame visivo degli ambienti di conservazione

Ai fini della configurabilità della contravvenzione prevista dall'art. 5, lett. b, della legge 30 aprile 1962 n. 283, che vieta l'impiego nella produzione di alimenti, la vendita, la detenzione per la vendita, la somministrazione, o comunque la distribuzione per il consumo, di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione, non è necessario che quest'ultimo si riferisca alle caratteristiche intrinseche di dette sostanze, ma è sufficiente che esso concerna le modalità estrinseche con cui si realizza, le quali devono uniformarsi alle prescrizioni normative, se sussistenti, ovvero, in caso contrario, a regole di comune esperienza. (Fonte: Massima redazionale)

Il cattivo stato di conservazione degli alimenti può essere accertato dal giudice di merito senza necessità di specifiche analisi di laboratorio

Il cattivo stato di conservazione delle sostanze alimentari riguarda quelle situazioni in cui le sostanze stesse, pur potendo essere ancora perfettamente genuine e sane, si presentano mal conservate, e cioè preparate o confezionate o messe in vendita senza l'osservanza di quelle prescrizioni - di leggi, di regolamenti, di atti amministrativi generali - che sono dettate a garanzia della loro buona conservazione sotto il profilo igienico-sanitario e che mirano a prevenire i pericoli della loro precoce degradazione o contaminazione o alterazione. Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 5, lett. b), della legge n. 283 del 1962, il cattivo stato di conservazione degli alimenti può essere accertato dal giudice di merito senza necessità di specifiche analisi di laboratorio, sulla base di dati obiettivi risultanti dalla documentazione relativa alla verifica (verbale ispettivo, documentazione fotografica, o altro) e dalle dichiarazioni dei verbalizzanti, ed è ravvisabile nel caso di evidente inosservanza di cautele igieniche e tecniche necessarie ad assicurare che le sostanze alimentari si mantengano in condizioni adeguate per la successiva somministrazione. (Fonte: Massima redazionale)