Giurisprudenza

Patatine scadute e senza “qualità specifiche” in vendita al bar, condannato il commerciante

La messa in vendita di prodotti scaduti di validità integra il delitto di cui all'art. 516 cod. pen. (vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine) solo qualora sia concretamente dimostrato che la singola merce abbia perso le sue qualità specifiche, atteso che il superamento della data di scadenza dei prodotti alimentari non comporta necessariamente la perdita di genuinità degli stessi. Nel caso di specie, le patatine acquistate in busta presso un punto vendita, non solo erano risultate scadute, ma avevano perduto le loro "qualità specifiche", essendo invero indubbio che freschezza e fragranza delle patatine costituiscono qualità specifiche che il consumatore si attende dal prodotto in questione. (Fonte: Massima redazionale)

È reato utilizzare una materia prima non tracciabile, anche se unitamente ad un’altra tracciata

Integra il reato previsto dall’art. 5, lett. b), della legge 283/1962 l’impiego, nella preparazione di alimenti, di materia prima di provenienza “non tracciabile” unitamente ad altra “sicura” (nella fattispecie l'impiego di latte "non tracciabile" nella produzione di formaggi). (Fonte: Massima redazionale) La pubblicizzazione su sito web di formaggi prodotti con impiego di latte "non tracciabile" costituisce frode in commercio.

Pesce crudo senza preventivo congelamento: sanzione amministrativa, ma non penale

Il d.lgs. 6 novembre 2007, "Attuazione della direttiva 2004/41/CE relativa ai controlli in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore", prevede la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro per l'operatore del settore alimentare operante ai sensi dei regolamenti (CE) 852/2004 e 853/2004, a livello diverso da quello della produzione primaria, il quale ometta di rispettare i requisiti generali in materia di igiene di cui all'allegato II al regolamento (CE) 852/2004 e gli altri requisiti specifici previsti dal regolamento (CE) 853/2004. Nel caso di specie, il fatto attribuito all'imputato (avere omesso il previo congelamento di prodotti ittici somministrati crudi) corrisponde alla suddetta violazione amministrativa e, dunque, per il principio di specialità, non può essere considerato penalmente rilevante. (Fonte: Massima redazionale)

Gastroenterite da funghi, condanna per lo chef/titolare del ristorante

In tema di reati colposi, non sussiste la violazione del principio di correlazione tra l’accusa e la sentenza di condanna se la contestazione concerne globalmente la condotta addebitata come colposa, essendo consentito al giudice di aggiungere agli elementi di fatto contestati altri estremi di comportamento colposo o di specificazione della colpa, emergenti dagli atti processuali e, come tali, non sottratti al concreto esercizio del diritto di difesa. Ai fini della valutazione di corrispondenza tra pronuncia e contestazione di cui all’art. 521 cod. proc. pen. deve tenersi conto non solo del fatto descritto in imputazione, ma anche di tutte le ulteriori risultanze probatorie portate a conoscenza dell’imputato e che hanno formato oggetto di sostanziale contestazione, sicché questi abbia avuto modo di esercitare le sue difese sul materiale probatorio posto a fondamento della decisione. (Fonte: Massima redazionale)

Alimenti congelati in maniera impropria, condannato il ristoratore

Detenere in un ristorante alimenti acquistati freschi e congelati impropriamente integra il reato di cui agli artt. 5 e 6 della l. 283/1962. (Fonte: Massima redazionale)

Il contenuto di sodio delle acque minerali naturali deve essere calcolato anche sulla base del bicarbonato di sodio

L’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) 1924/2006, relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari, deve essere interpretato nel senso che esso vieta, per le acque minerali naturali e le altre acque, l’utilizzo dell’indicazione «a bassissimo contenuto di sodio/sale» e ogni altra indicazione che possa avere lo stesso significato per il consumatore. L’articolo 9, paragrafo 2, della direttiva 2009/54/CE, sull’utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali, deve essere interpretato nel senso che esso osta a che le confezioni, le etichette o la pubblicità delle acque minerali naturali contengano indicazioni o menzioni volte a far credere al consumatore che le acque in questione abbiano un basso contenuto di sodio o di sale oppure che siano indicate per le diete povere di sodio qualora il contenuto complessivo di sodio, in tutte le sue forme chimiche presenti, sia uguale o superiore a mg/l 20. (Fonte: Massima redazionale)

Prodotti in cattivo stato di conservazione nel punto vendita: il legale rappresentante non è responsabile anche in assenza di delega

La complessità dell'organizzazione aziendale e la sua preventiva suddivisione in più sedi territoriali comporta automaticamente la divisione e la conseguente ripartizione dei vari compiti, doveri e poteri delle singole unità territoriali nella quali si articola l'impresa, rendendo superflua la necessità di una delega scritta. L'assenza di una delega scritta, pertanto, non può costituire la fonte della responsabilità del legale rappresentante dell'impresa. (Fonte: Massima redazionale)

Hamburger surgelati senza abbattitore termico: sanzionata la titolare del bar

La mancanza di un piano di autocontrollo, dell'abbattitore di temperatura e del termometro esterno fa sì che gli alimenti oggetto della fattispecie (hamburger acquistati freschi all'origine e sottoposti irregolarmente a surgelazione in assenza di abbattitore termico, con l'uso della medesima attrezzatura destinata alla conservazione) siano stati ritenuti in cattivo stato di conservazione perché detenuti in violazione delle norme tecniche di buona conservazione. Vi è stata, dunque, una violazione del c.d. "ordine alimentare", volto ad assicurare al consumatore che la sostanza alimentare giunga al consumo con le garanzie igieniche imposte per la sua natura. E tale violazione è sufficiente ad integrare il reato di danno in questione, perché non è necessario a tal fine che vi sia un danno alla salute. (Fonte: Massima redazionale)

Insetto in una confezione di insalata: annullata la sentenza

La sentenza di condanna conseguente al rinvenimento di un insetto in una confezione di insalata, che non indichi in cosa è consistita la colpa dell’imputato nella commissione del reato, deve essere annullata con rinvio al giudice di merito, in quanto carente di motivazione. (Fonte: Massima redazionale)

Il capo di imputazione può non essere descritto analiticamente in ogni singolo particolare

Non sussiste alcuna incertezza sull'imputazione quando il fatto sia contestato nei suoi elementi strutturali e sostanziali, in modo da consentire un completo contraddittorio ed il pieno esercizio del diritto di difesa, non essendo necessaria un'indicazione assolutamente dettagliata dell'imputazione stessa. (Fonte: Massima redazionale)